Valdoroberto

Valdoroberto camminava tutto assorto nei suoi pensieri in particolare c’era un pensiero che lo stava mandando ai pazzi, infatti un Tarlo si era insinuato nella sua mente ma non c’era verso di riuscire a trovarlo, ne aveva provati a centinaia di versi per fare uscire dal suo nascondiglio il Tarlo latitante, ma ovviamente lui si era nascosto molto molto bene.

Arrivato così nei pressi di un cipresso si accorse della presenza di uno strano individuo seduto per terra ai piedi dell’albero, aveva le gambe incrociate nella posizione del loto vestito con una tunica rossa ed in testa portava un poncho, Valdoroberto incuriosito si avvicinò allo strano individuo e con molto tatto si rivolse a lui con la seguente frase:

“Salve tipo con il poncho che suppongo stia meditando, mi chiamo Valdoroberto Röesti e sono un po’ turbato da un tarlo che non riesco a trovare non è che lei mi può essere d’aiuto?”

Passarono diversi secondi prima che il poncho lo degnasse di attenzione e quando lo fece rispose in maniera piccata:

“No! Ma ti sembra uno che sa dove si è cacciato il tarlo? Smamma bello che non è aria, ho mangiato fagioli piccanti a pranzo e l’aria qui si sta facendo pesante pesante!

Pussa via che non è aria ahahahah!”

Valdoroberto incassò il colpo, ma poi come quel gran signore che era fece spallucce e proseguì il suo cammino senza salutare il poncho scortese.

Un’ora più tardi arrivò alla foce di un lago e decise che si sarebbe fermato lì per un po’ perché a lui piace assai tutto quello che ha a che fare con l’acqua.

Passarono i minuti e le ore ma del Tarlo latitante nessuna traccia, ma proprio quando stava per alzare bandiera bianca ecco che dal nulla sbucò fuori uno gnomo che si avvicinò a Valdoroberto e con molta discrezione disse:

“Oh bene vedo che sei la persona che stavo cercando, il mio nome è Ginuccio Scaldapietra e tu sei esattamente nel posto prestabilito all’ora convenuta, nel luogo esatto dove ero certo di trovarti e per essere pignoli la postura del tuo corpo è la perfetta raffigurazione dei tuoi turbamenti.

So che stai cercando qualcosa e che sono giorni che ti stai scervellando per trovare quel qualcosa.

Bene caro Valdoroberto Röesti, sono qui per comunicarti che il Tarlo latitante resterà latitante! Infatti il furbastro ha fatto un patto di segretezza assoluta di livello 148 su 150 con il mio capo dell’ufficio “Tarli e Mazzi dei paesi miei” e quindi in parole povere ti ha fregato! Fottuto!!

Mi piange il cuore comunicarti questa notizie ma ahimè non sei stato abbastanza sveglio e veloce e lui ne ha approfittato e ha fatto scacco matto. E pensare che… Mannaggia mi spiace ma qui mi devo fermare altrimenti rischio di dire qualcosa che non dovrebbe uscire dalla mia bocca!

Ecco credo di averti detto tutto, ora scusami ma devo andare che mi aspetta un altro cliente a cui è scappato il Tarlo.

Ti saluto e mi raccomando non prenderla a male è la vita!”

Valdoroberto che era rimasto in silenzio tutto il tempo senza proferire parola ora che il “simpatico” gnomo se ne era andato si mise a piangere a dirotto come non gli accadeva da una vita. E mentre piangeva una strana sensazione come se quel Tarlo lo avesse avuto davanti a lui ma non era riuscito a riconoscerlo. In quell’istante finalmente capì! Non solo lo aveva avuto davanti a lui ma ci aveva anche parlato con il Tarlo era il tipo con il poncho! Quello che se ne stava a meditare sotto al cipresso! E certo stava meditando come fregarlo!

Valdoroberto si alzò di scatto e corse più veloce di Usain Bolt, ma quando arrivò ai piedi del cipresso del Tarlo nessuna traccia, però il poncho era lì a terra e notò che dentro c’era un biglietto piegato in due.

Lo aprì e lesse ad alta voce il suo contenuto:

“Cucù sono il Tarlo! Riprova forse sarai più fortunato o forse no… Ahahahah!

Valdoroberto piegò il biglietto e lo buttò nel cestino della spazzatura vicino al cipresso, poi prese il poncho e se lo mise in testa per ricordarsi che questa volta l’aveva spuntata il Tarlo, ma la sfida era ancora tutta aperta e lui era intenzionato a fargliela pagare cara a quel fetente!

La prossima volta avrebbe vinto lui! E questa non era una promessa, era una certezza!

Autore: Saimon

Di cosa parla questo blog? Di me, e della visione della vita che i miei due collaboratori neuronali decidono per conto mio, si lascio fare a loro e vediamo cosa ne viene fuori.

6 pensieri riguardo “Valdoroberto”

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